lunedì 5 dicembre 2016

Valbruzzi: "è stato un voto sociale". Il M5S ha votato in modo granitico per il NO


Secondo il politologo Marco Valbruzzi quello sul referendum è stato un "voto sociale". Lo ha riportato sia in un'intervista al TG3 Emilia - Romagna, sia in un'intervista ad Huffington post. Un voto politico su Renzi, che aveva personalizzato la campagna elettorale sulla sua persona. "Un voto contro una classe politica che, in questi anni, non ha saputo ridurre le distanze con gli elettori"(tendenza che, a mio avviso, proviene da lontano, ben prima dell'avvento di Renzi alla segreteria del PD).
Molto interessanti anche le analisi sulle capacità di mobilitazione del proprio elettorato da parte dei partiti: se il PD, diviso tra maggioranza sostenitrice del SI e minoranza per il NO, ha visto un voto del proprio elettorato verso il SI tra il 60% e 80% a seconda delle varie zone d'Italia, il Movimento 5 Stelle di converso è stato "granitico" per il NO, in una sorta di neo "voto ideologico", anche laddove ci sono state criticità recenti, vedi Palermo con il caso delle firme false. E questa potrebbe essere l'assoluta novità della politica italiana ovvero il ritorno del voto ideologico senza se e senza ma, indipendentemente dall'azione politica portata avanti dal Movimento e dai suoi componenti

La prossima direzione del PD

Win the best!
#satira #referendum #politica


Referendum, ha vinto il NO: la situazione politica attuale tra pars destruens, pars construens

(Immagine del web: Pixabay)

Quello che era un "sentore" oramai da qualche mese, ha avuto conferma nel responso delle urne: ha vinto il NO con quasi il 60% in una competizione che ha visto un'alta partecipazione del corpo elettorale, dato significativo e certamente molto positivo. 
Come avevo avuto modo di scrivere (Renzi alla fine rottamerà se stesso), il Presidente del Consiglio ha sbagliato nel metodo e nel merito nel portare avanti questa riforma: serve un ampio consenso nello spettro politico, per cambiare la Costituzione
Ora bisognerà capire quale sarà la pars construens: l'eterogeneità dello schieramento del NO pare non renderne possibile e credibile una comune. Lo spettro politico è frammentato, gli stessi partiti hanno al loro interno anime profondamente diverse, vale per il Partito Democratico come per il Movimento 5 Stelle. Se per il PD la balcanizzazione del partito ha portato alla spaccatura sul Referendum, nel M5S tutte queste diversità potrebbero emergere fortemente in caso di salita al governo. Per ora i 5 Stelle hanno tenuto compatto il "movimento" sui "NO", proprio perché il "fare" e/o proporre politiche, potrebbe portare alla luce le varie visioni differenti all'interno di un partito che ha un elettorato molto eterogeneo che spazia da destra a sinistra. 
Ovviamente c'è anche il centrodestra che potrebbe ricompattarsi per provare a tornare elettoralmente competitivo: vari leader post Berlusconi però, sono stati bruciati.

La situazione politica attuale è quella di uno spettro politico frammentato, privo di leader politici (eccezion fatta per Renzi) che possano proporsi quale guida del paese: non ce l'ha il centro destra, non è chiaro chi possa esserlo per il M5S che parla di portavoce e vorrebbe portare avanti una democrazia del web che rischia di essere populismo. Poi c'è il PD, con la minoranza interna che, come letto stamane, si è tolta qualche sassolino dalle scarpe. Ma, come detto in vari articoli su questo blog, quella minoranza potrebbe uscirne comunque male, non avendo una sua pars construens se non quella di ridefinire i rapporti di potere politico interno al partito.

Tante volte ho scritto come il problema principale dell'Italia sia prima ancora che politico, sociologico: sono problemi che vengono da lontano, lontanissimo (ne parlava Dante nella Divina Commedia...) e non è pensabile possano cambiare in breve tempo: un paese consociativo, con le sue numerose derive clientelari che abbiamo conosciuto e che qualche analista ha definito familismo amorale. Una società che pare avere raggiunto, con livellamento verso il basso, una situazione pareto ottimale per cui qualsiasi cambiamento potrebbe portare, perlomeno nel pensiero di un'ampia fetta di cittadini, una situazione peggiore della attuale.
Per questo il rischio è che nei prossimi decenni, piuttosto che cercare cambiamenti nella società e nella politica, si continuerà a cercare di galleggiare.

domenica 4 dicembre 2016

In Mountain bike nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi: Fiumicello di Premilcuore - Monte Ritoio

Questo tratto fa parte di uno dei percorsi ad anello della guida "In bici nel Parco", nel video si vede il tratto da Fiumicello (Premilcuore, FC) verso Pian di Visi e Monte Ritoio, per poi scendere sul Passo della Braccina, con una meravigliosa vista sul crinale tosco-romagnolo.

sabato 3 dicembre 2016

Trump con la Cina "scherza col fuoco"


La telefonata di Trump alla presidente di Taiwan ha irritato il governo cinese . Ovviamente Trump è libero di chiamare chi vuole, ma dovrebbe tenere conto dei delicati equilibri internazionali su certe questioni. Tra l'altro gli USA oggi non appaiono nelle condizioni di fare la "voce grossa" con la Cina che detiene oltre 1200 miliardi di dollari del debito statunitense, nonché il paese più popoloso del mondo si presenta come la seconda economia mondiale che, agli attuali ritmi di crescita, potrebbe superare nel giro di qualche lustro quella USA. 
Il mondo non ha certo bisogno di nuove tensioni ma di distensioni.