lunedì 12 dicembre 2016

Atene, la via della democrazia


Di ritorno da vacanza ad Atene con amici, vorrei condividere alcune riflessioni: il paese dove nacque la democrazia, non se la passa affatto bene. Visitare l'agorà e poi la città, lascia parecchio interdetti: sembra essere di fronte a un popolo che si sta rassegnando, parecchio disagio, degrado anche nel centro non solo nelle periferie (senza entrare in dettagli che preferisco evitare).
Abbiamo visto varie manifestazioni di protesta, in una di queste abbiamo chiesto informazioni su quale fosse il motivo della medesima e una persona laconicamente ci ha risposto: "non lo so, ne fanno talmente tante".
L'impressione è stata quella di un paese che non sa da quale parte farsi per riprendersi: il solo turismo non potrà fare uscire da una crisi che è strutturale, non congiunturale. Il paese è molto indietro sotto tanti punti di vista. E qui la riflessione è d'obbligo: da decenni sentiamo le varie parti politiche sostenere come "loro" abbiano le soluzioni, per qualsiasi cosa. Soluzioni spesso "ideologiche". Ma, a conti fatti, il '900 dovrebbe aversi insegnato che le ideologie non sono la panacea di tutti i mali anzi tutt'altro. Il mondo ideologizzato ha creato enormi problematiche che non sono né saranno facilmente risolvibili. 
Le soluzioni "di parte" hanno spesso deluso le aspettative e le risposte "ideologiche" sono spesso che "non si è stati abbastanza...ideologici".
La politica da indirizzi, ma se i cittadini non seguono un'unione di intenti, è difficile uscire da situazioni di difficoltà: un paese in crisi necessita di un mix tra coesione sociale e spirito imprenditoriale ma, se mancano l'una o l'altra o se non sono ben proporzionate, lo stallo è inevitabile. 
Alla pars destruens deve sempre seguire la pars contruens: non basta protestare, bisogna anche proporre. Invece troppo spesso ideologicamente si pretende che la soluzione la debbano portare gli altri, poiché i propri atteggiamenti sono politologicamente anti-sistema e, quindi, semplicistiche. Soluzioni semplicistiche a problemi complessi, sono inutili.
Per uscire da situazioni di crisi, i cittadini devono essere investiti da un grande senso di responsabilità: non si può solo "pretendere" senza mettere in conto cosa è necessario dare e fare. Una riscoperta dei doveri di mazziniana memoria, sarebbe un ottimo passo avanti, in un'epoca in cui l'attenzione è spostata quasi esclusivamente sui diritti, che qualcuno fin troppo spesso confonde con "privilegi", dimenticando che ci sono anche doveri, che non si limitano al pagamento delle imposte.
Senza una riscoperta dei doveri di cittadinanza, l'uscita da quest'epoca di crisi rischia di rimanere un'utopia.